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test Honda a Jerez - Spagna 27/11/2001
Rossi già vicino al record
Ha iniziato a girare un po' in ritardo, Valentino Rossi, come sua consuetudine. Del resto farlo scendere dal letto presto è una impresa impossibile. Quella che ha trovato ad attenderla nei box, comunque, è stata una RC 211 V rivista secondo i suoi desideri, dopo il primo, deludente, test di Suzuka durante il quale aveva bocciato l'ultima nata della Honda definendola "la moto del Luna Park".
Doveva, comunque, avere propria fretta di scacciare questa impressione, Vale, perché una volta nei box non ha degnato la NSR 2001 di uno sguardo, nonostante fosse stata preparata per lui, nel caso avesse voluto guidarla per sciogliersi un po' ed è saltato subito in sella alla cinque cilindri.
In tarda mattinata sono arrivati i primi tempi: 143"3, già meglio dell ’ 143"739 realizzato in gara e molto vicino alla sua stessa pole, 142"421. Poi nel pomeriggio il tempone: 142"9 (anche se qualcuno ha preso un 142"6). Meglio fece solo Capirossi nel 2000 con un irripetibile 142"295. Rossi non ha voluto commentare, per il momento, la prestazione. Al suo posto lo ha fatto Jeremy Burgees, il direttore tecnico al suo fianco da due anni dopo essere stato l'ombra di Mick Doohan dall'inizio della carriera.
"L'obiettivo di questi test è di fare sentire Valentino a suo agio con la nuova moto - spiega l'australiano - perché nel nostro sport l'80% del risultato viene dalla testa. Per questo la Honda ha lavorato molto sulle indicazione dategli da Rossi a Suzuka. Tutti i piccoli problemi che lui aveva indicato, a quanto ci ha detto Vale, sono stati risolti: il cupolino della carenatura, troppo piccolo e vicino, tanto da impedirgli la visione corretta del contagiri, è stato ridisegnato leggermente più avvolgente, e più lontano. La sospensione anteriore troppo rigida è stata ammorbidita ed il freno posteriore, allora troppo potente, ridimensionato. La sella, poi, era troppo alta ed è stata abbassata perché altrimenti il peso gravava troppo sugli avambracci".
I risultati si sono visti subito: Rossi alla guida della RC 211 V è apparso a suo agio.
"Il fatto che Valentino non abbia chiesto di provare la NSR mi è sembrato un buon segno - ha proseguito Burgees - vuol dire che è già concentrato sull'obiettivo che è quello di rendere questa moto competitiva".
Qual'è l'approccio di Rossi, nello sviluppo?
"Secondo me migliore di quello di Doohan - ammette JB - soprattutto perché Mick, che veniva dalla Superbike australiana, lavorava meno di fino. valentino, invece, è nato sulla 125, una moto che ha bisogno di avere ogni dettaglio curato per andare forte. Il fatto che lui sia stato vincente dapprima in questa classe, quindi in 250 ed infine sulla 500 vuol dire che è capace di adattarsi e di crescere assieme alla moto".
Quanti chilometri saranno necessari per uno sviluppo completo?
"Direi un 3000 Km, non di più. I piloti del suo calibro, come anche Max Biaggi o Mick Doohan, non hanno bisogno di girare molto: quattro tornate al limite sono in grado di farle sempre e gli bastano. Solo quelli che non sono campioni nati hanno bisogno di girare e girare e accumulare chilometri. Stiamo parlando di cavalli di razza, ai quali piace correre, non solo guidare".
Rossi è uno di questi.
"Sotto questo punto di vista è molto diverso da Mick: a Valentino piace gareggiare e se finisce un Gran Premio al secondo posto, ma dopo una bella corsa, lui è contento lo stesso. Doohan, invera, se non vinceva si infuriava, comunque".

i tempi
Valentino Rossi (Honda RC 211 V) 1’43"1 (46 giri)
Tohru Ukawa (id.) 1’43"5 (72 giri)
Daijiro Katoh (Honda NSR 500) 1’43"98 (44 giri)
V.D. Goorberg (id.) 1’46"68 (27 giri)
Emilio Alzamora (Honda NSR 250) 1’46" (46 giri)
Roberto Rolfo (id.) 1’47"5 (32 giri)

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